Vi è una teoria secondo la quale il mining "segua" il prezzo, o più specificamente il valore della ricompensa. L'implicazione è che il mining sia schiavo del prezzo poiché viene a mancare qualsiasi dipendenza dall'utilità della moneta.
Si consideri un miner che risponda solamente ai valori della ricompensa su base storica. Questa persona non può essere il primo miner perché la ricompensa in quel momento non ha ancora valori storici. Nessun prezzo può essere stabilito poiché non è ancora avvenuto alcuno scambio. Il miner potrebbe aver ricevuto la notizia che un certo numero di unità non confermate abbia acquistato una pizza, ma magari le stesse unità hanno subito una doppia spesa. Egli deve anticipare un certo livello futuro di ritorno netto sul capitale che non è determinabile finché esso si materializza o non si materializza. Questa è la natura del rischio imprenditoriale. Il rischio deve essere preso prima che il prodotto possa esistere. Si può credere che tale rischio possa essere spostato sul consumatore attraverso un ordine anticipato del prodotto. Ma a quel punto il consumatore è diventato l'imprenditore, fornendo il capitale e assumendosi il rischio della produzione.
È certamente possibile per un miner rispondere solamente ai valori di ricompensa storici una volta che la storia è stata stabilita da qualcun altro che si sia assunto tale rischio. Ma qual è la finestra temporale e il metodo di applicazione della media che predice i futuri valori di ricompensa? L'abilità, unica nel suo genere, di predire i prezzi di scambio fornirebbe al miner ricchezze illimitate. Se ciò potesse essere fatto in maniera generalizzata, il prezzo non cambierebbe mai, in quanto tutti i cambiamenti potenziali sarebbero già scontati alla prima emissione. Per questa ragione, o il prezzo cambia imprevedibilmente, o non cambia affatto. In altre parole, ogni miner affronta la stessa situazione del primo. Non esistono prezzi storici che possano predire prezzi futuri.
Assumendo, in generale, un ritorno medio a mercato sul capitale investito nel mining, sia la sovrastima che la sottostima del valore della ricompensa implicano una perdita in relazione al costo del capitale. Data la natura della competizione, i profitti e le perdite (rispettivamente al di sopra o al di sotto del ritorno a mercato sul capitale) subiscono una costante pressione negativa di tipo esistenziale. In altre parole, il mercato prova ad eliminare questi errori. Ma data la natura imprevedibile del prezzo, in realtà, questo compito non può mai essere portato a termine. La produzione non ricerca mai il soddisfacimento della domanda esistente che è di tipo storico per natura, ma va alla ricerca della domanda che essa stessa anticipa. La produzione prova ad indovinare continuamente il consumo futuro e facendo ciò crea l'opportunità per il consumo stesso.
I miner scambiano il loro capitale per unità di bitcoin. Nel fare ciò essi rappresentano una frazione della domanda complessiva di bitcoin. Tuttavia, i miner non stabiliscono indipendentemente il prezzo. La loro domanda particolare non è maggiormente impattante sul prezzo rispetto a un non-miner avente lo stesso livello di domanda.
Si potrebbe affermare che i miner convergano ad un ritorno sul capitale a mercato anticipando i più alti valori delle commissioni. Ma i commercianti, in maniera simile, convergono ad un ritorno sul capitale a mercato dei miner ricercando il più basso valore delle commissioni. Ciononostante, i miner devono anticipare i commercianti e rischiare nell'attività di mining prima che venga creato qualsiasi tipo di utilità. Così, nella misura in cui vi è un'asimmetria, il mining precede l'attività di effettuare transazioni, così come ogni produzione deve precedere il consumo. Fare assunzioni differenti rappresenta un fraintendimento tra la direzione che prende il mercato con il modo in cui avviene questo processo.
Titolo originale: Causation Fallacy