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Fallacia della Scarsità

Come concetto assoluto, la scarsità economica di una risorsa implica solo che essa non sia disponibile con offerta illimitata. Inoltre, se nessuna persona fa domanda di una risorsa, benché scarsa, tale risorsa non ha valore. Una risorsa scarsa, in presenza di domanda, è una proprietà. Non è implicato alcun grado di difficoltà nel produrre la risorsa.

Ci si può riferire alla scarsità come alla relativa disponibilità di una certa proprietà. Per una certa offerta, un aumento di domanda implica una diminuzione di disponibilità (aumentando la scarsità). Tuttavia, un incremento di domanda tende ad incrementare la produzione, e quindi la disponibilità. In maniera simile, per una certa domanda, un incremento di offerta implica un aumento di disponibilità (diminuendo la scarsità). Tuttavia, un aumento di offerta tende a diminuire la produzione, e quindi ciò porta a diminuire la disponibilità. Queste retroazioni negative stabilizzano la disponibilità e in maniera corrispondente il prezzo.

Un solo tipo di moneta possiede un'offerta fissa. Esiste una teoria secondo la quale l'offerta fissa di Bitcoin sia la fonte del suo valore. Così come per Bitcoin, vi è un'offerta fissa della Gioconda, ne esiste una sola. La teoria implica che l'unicità del famoso dipinto sia la fonte del suo valore. Tuttavia, vi è una innumerevole quantità di opere uniche per le quali non vi è alcuna domanda e quindi nessun valore. Bitcoin non può aumentare di valore solo per la sua scarsità assoluta. Al contrario, esso diventa necessariamente più scarso all'aumentare del suo valore. La diffusione non rappresenta una proprietà monetaria importante eccetto che per quanto riguarda la portabilità e la divisibilità.

Un risvolto della teoria è che l'offerta fissa di Bitcoin sia la fonte della sua utilità in quanto ciò garantisce che la sua disponibilità non venga aumentata. Tuttavia, ciò richiede che la sua domanda non diminuisca. Bitcoin è unico nel dominio delle proprietà in quanto il costo per trasferirlo aumenta intrinsecamente con l'aumento di domanda nell'effettuare questa operazione. Ciò porta effettivamente a creare la stessa retroazione negativa di domanda che si osserva nei beni senza offerta fissa.

A differenza della Gioconda, esso è soggetto ad una effettiva capacità di essere sostituito. Poiché la mancata diminuzione della domanda non può essere data per certa, la teoria è invalida. Come spesso accade nelle fallacie economiche, l'errore deriva, in parte, dal considerare solo un lato della relazione di domanda-offerta.

Un'altra causa dell'errore va ricercata nell'errata interpretazione del comportamento delle monete merce (monete commodity). A causa della sua bassa diffusione sulla superficie della terra, l'oro ha conservato la sua portabilità nel corso della storia rispetto a materiali più diffusi come il ferro e il sale. Tuttavia, la portabilità della moneta elettronica è indipendente dal numero di unità esistenti. Mettendo da parte la questione della sufficiente divisibilità, il numero totale di unità di Bitcoin è completamente arbitrario e quindi indipendente dalla sua utilità.

Un'altra causa dell'errore sta nell'errata interpretazione del comportamento delle monete di stato. Per mezzo delle leggi anti-contraffazione lo stato controlla l'offerta della sua moneta limitando la competizione. Può quindi riscuotere una tassa di inflazione espandendo l'offerta senza consumare la stessa quantità di capitale nella produzione, incrementando quindi il rapporto tra moneta e capitale. Senza limitare la competizione l'offerta si espanderebbe attraverso le forze di mercato, in risposta alla domanda, eliminando la tassa. In altre parole, la moneta si comporterebbe come una commodity diffusa con scarsa portabilità (almeno fino a quando non viene ri-denominata dallo stato). La scarsa portabilità è spesso una conseguenza reale dell'iperinflazione.

La scarsità è una funzione sia dell'offerta che della domanda e di conseguenza non può essere una caratteristica intrinseca di una moneta, anche nel caso essa sia dotata di offerta fissa. Sia la moneta merce che Bitcoin eliminano la tassa di inflazione, tuttavia la moneta merce è soggetta alla retroazione negativa data dall'inflazione monetaria (n.d.t. aumento dell'offerta dovuto a produzione/estrazione e.g. dell'oro) mentre Bitcoin è soggetto alla retroazione negativa data dall'incremento delle commissioni.


Titolo originale: Scarcity Fallacy

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